Bombardare per la pace è un po’ come trombare per la verginità…

Fotografia Macro “Low-cost”

Da circa 6 mesi ho realizzato il desiderio di acquistare una reflex digitale, una Nikon D3000 e, da buon neofita della fotografia, sto provando un po’ di tutto.
Ultimamente ho esplorato il mondo delle fotografie macro entrandoci non dalla porta principale ma da quella di servizio. Ovvero ho evitato di spendere una cifra esorbitante per un obiettivo macro (tipo questo) e mi sono “accontentato” di provare con gli obiettivi invertiti (dopo aver letto questo articolo).

Questa tecnica implica il montaggio di un obiettivo al contrario e si può fare in due modi: montando un obiettivo al contrario direttamente sul corpo macchina oppure montando normalmente un obiettivo e poi mondandoci sopra un altro obiettivo al contrario.
Per realizzare queste tecniche si possono usare anelli appositi o accrocchi più o meno artigianali; io ho acquistato un anello ad inversione per l’obiettivo singolo (10€) e ho attaccato 2 anelli Cokin serie P per ottenere una doppia filettatura maschio e aggangiare due obiettivi tra loro.

In entrambi i casi bisogna (ad esempio con un pezzetto di carta) tenere aperto il diaframma dell’obiettivo rovesciato altrimenti non entra luce a sufficienza per scatti “rapidi” (necessari se si fotografa qualcosa che non sta assolutamente fermo). Il contro è che l’area di messa a fuoco è veramente stretta, specialmente con i due obiettivi accoppiati (credetemi, è VERAMENTE stretta!). Ho letto che vi sono alcune tecniche per limitare questo effetto, dovrò fare qualche prova…

Utilizzando un solo obiettivo si ottengono risultati piuttosto buoni e si può fotografare anche a mano, con i due obiettivi accoppiati bisogna quasi obbligatoriamente utilizzare il cavalletto, ma l’ingrandimento è veramente incredibile! Per la messa a fuoco, dopo un primo abbozzo, muovo la testa leggermente avanti e indietro e mi aiuto con gli scatti multipli.

Per concludere ecco una serie di foto fatte ad una colonia di formiche, la prima è fatta con un 200mm per rendere meglio l’idea di quanto sia potente questa tecnica (basta fare un contronto con l’ultima foto). Per altre foto potete dare uno sguardo al set su Flickr.

Endian Firewall su ALIX

Lo spippolo di ieri ha dato i suoi frutti e sono riuscito a installare correttamente Endian Firewall sul mio embedded ALIX 6e1 (qui di fianco, se ci cliccate, ne vedrete uno screenshot).

Di base non ci sarebbe niente di strano dato che le ALIX sono x86-compatible, però non fanno boot da usb (e se anche lo facessero, non sono riuscito a rendere bootabile Endian su una penna usb…).

C’è quindi da fare un arzigogolo un po’ particolare: è necessario un pc a cui staccare gli hard disk e a cui attaccare la Compact Flash con il suo lettorino USB. A questo punto se si avvia da cdrom la iso di Endian, il s.o. trova solo la compact flash e la prende per il suo hard disk (sda), installandocisi.
Al termine basta, prima del primo riavvio, staccare la compact flash e attaccarla alla mobo ALIX. Sarà possibile proseguire la configurazione via web all’indirizzo ip indicato in fase di installazione.
NB: Se volete accedere al s.o. via seriale, ditelo all’installer durante uno dei passaggi dell’installazione.

Piuttosto facile, vero?
E infatti lo spippolo di ieri è durato troppo poco e al termine mi sono preso il tempo di provare qualche player di video HTML 5 utilizzando, per l’occasione, un video di pochi secondi realizzato al nuovo firewall mentre faceva il suo duro lavoro.

Se il vostro browser lo supporta, buona visione!

Stasera: si spippola!

Con traslochi e contro-traslochi più o meno finiti posso finalmente dedicare una serata allo spippolo in libertà. Obiettivo della serata: installare Endian Firewall Community Ed. su una macchina ALIX (quella usata per l’installazione di Nagios).

Nella foto qui sopra potete notare il caos ordinato sulla mia scrivania all’inizio della serata, chissà alla fine… :-)

Liberiamoci di IE (almeno la v.6)

Ho sempre avuto un po’ il dente avvelenato con Internet Explorer che troppe volte mi ha fatto inutilmente perdere ore e ore a causa del suo non saper fare il browser.

Eppure ho sempre evitato di bloccare l’accesso al sito a chi (stolto!) utilizza ancora l’oggetto del male (ben il 21,3% dei visitatori…).

Oggi però ho scoperto Free the Foxes, un JS molto carino e personalizzabile che invita i possessori di browser non compatibili a scaricarne uno migliore.
Da questo momento, quindi, chi visita questo sito utilizzando IE 6 e 7 (rispettivamente il 5,8% e il 3,4%) riceverà un avvertimento.

E il vostro browser? Controllate cliccando qui!

Utilizzare più versioni di Ruby con RVM

Con Ruby Version Manager è possibile avere più versioni (o addirittura patchlevel) di Ruby installate ed effettuare velocemente lo switch tra una e l’altra.

Supponendo che abbiate già installato Rubygems, installare RVM è praticamente immediato:

~# gem install rvm
~# rvm-install

A questo punto si può installare una qualsiasi versione di Ruby con:

~# rvm install 1.9.2-head

e switchare tra le versioni con:

~# rvm use 1.9.2-head
~# ruby -v
ruby 1.9.2dev (2010-05-07 trunk 27656) [x86_64-darwin10.3.0]
~# rvm use default
~# ruby -v
ruby 1.8.7 (2009-06-08 patchlevel 173) [universal-darwin10.0]

Attenzione che ogni nuova installazione ha le sue gemme, quindi sarà necessario installare quelle richieste, nel mio caso, volendo utilizzare Ruby 1.9.2 per provare Rails 3:

~# rvm use 1.9.2-head
~# gem install tzinfo builder memcache-client rack rack-test rack-mount erubis mail text-format thor bundler i18n
~# gem install rails --pre

25 Aprile

Dimenticare significa perdere l’eredità di una lotta che è ancora
inconclusa. Non dimenticare obbliga a comprendere, a smascherare, a
continuare quella lotta. Per combattere questo nuovo fascismo non ci
saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo
toccherà a voi

Partigiano Ennio Sardelli “Fuoco”

Il senso della settimana

Ormai da un po’ di tempo ho quasi completamente perso il senso della settimana.

Intendo che i miei tempi non funzionano in base alla sequenza lun-ven=lavoro e sab-dom=riposo, ma più in base ad una sequenza semicasuale.

Spesso infatti lavoro (o studio) il sabato e la domenica e ho dei giorni liberi durante la settimana. Ieri, ad esempio, ho passato un ottimo pomeriggio passeggiando per Monte Morello (era giovedì) e probabilmente passerò la domenica davanti alla shell.

Non fosse che è un casino far coincidere i propri impegni con quelli del resto del mondo, questa traslazione risulta molto interessante per i giorni liberi: quasi sempre il luogo in cui si va a bivaccare è praticamente vuoto e soprattutto si può scegliere il giorno di ferie in maniera più libera (evitando, ad esempio, la famosissima coppia unica domenica libera del mese <=> peggiore tempesta tropicale del secolo).

Abilitare l’accesso SSH su ESXi 4

Di default VMWare ESXi non permette l’accesso SSH ma solo con la console vSphere. È però molto comodo accedervi in SSH, ad esempio per fare una copia delle macchine virtuali o automatizzare altre operazioni.

Su ESXi versione 4, per abilitare il server SSH basta effettuare questi passaggi:

  1. Premere Alt+F1
  2. Digitare unsupported (non vedrete nulla a schermo)
  3. Verrà chiesta la password di root
  4. Una volta entrati editare il file /etc/inetd.conf (usando vi o un altro editor)
  5. Decommentare le riche riguardanti SSH (ovvero togliere il cancelletto #). Ci sono due righe riguardanti SSH, una per TCPv4 e una per TCPv6
  6. Lanciare services.sh restart

Se dopo questi passaggi ancora non è possibile accedere bisogne identificare il PID di inetd (con ps aux | grep inetd) e poi riavviarlo con kill -HUP <pid>

Costruirsi un sistema di monitoraggio “casalingo” con Nagios – parte 2

Leggi la prima parte della guida

In questa seconda parte della guida illustrerò alcune configurazioni di base per i check di Nagios e l’uso dell’addon NRPE per check locali su sistemi remoti.

La struttura

In questa guida prenderò in considerazione la struttura qui si seguito che permette di illustrare vari tipi di configurazione:

Una panoramica sugli host e i servizi:

  • Host A, server Linux con:
    • Server HTTP Apache
    • VMWare Server con una macchina virtuale E con un server Zimbra
  • Host B, server Linux con:
    • Server HTTP Apache
    • Server MySQL

Quindi E dipende da C che a sua volta dipende da A. Invece D dipende da B.
Entrambi i server Apache rispondono sulle porte 80 e 443, l’interfaccia di amministrazione di VMWare Server risponde sulla porta 8333 (con SSL).
La macchina virtuale Zimbra fornisce i servizi SMTP, POP3 e le interfaccie di webmail e amministrazione (porta 7071).
Infine nella macchina B il server MySQL risponde solo sull’interfaccia locale, non è quindi possibile accedervi dall’esterno.

Leggi »

Costruirsi un sistema di monitoraggio “casalingo” con Nagios – parte 1

Se, come me, avete vari server a giro per il mondo a cui fare da baby-sitter, probabilmente avrete sentito la necessità di avere tutto sotto controllo e di scoprire (e magari risolvere) i problemi non appena si presentano.

Dopo aver configurato sistemi di monitoraggio per alcune P.A. e aziende, mi sono deciso a farlo anche per i miei server e descriverò in queste pagine ciò che ho fatto o sto ancora facendo.

Dividerò questa guida in più parti, per renderla più leggibile e per poter facilmente aggiungere nuove parti via via che incremento le funzionalità del sistema.

Questa prima parte descrive l’hardware scelto, l’installazione del sistema operativo e l’installazione base di Nagios.
Leggi »

Convertire un’immagine di Virtualbox in una per VMWare con QEMU su Mac

Può capitare di avere un’immagine di un s.o. virtuale in formato vdi (VirtualBox) e di doverla trasformare in un’immagine che possa funzionare con VMWare (vmdk), il tutto su Mac OS X.

La soluzione esiste ed è interessante che comporti l’uso di un terzo software di emulazione: QEMU :-)

L’utility che ci serve è qemu-img che nell’installazione Mac si trova in /Applications/Q.app/Contents/MacOS/qemu-img

La conversione è molto semplice e non richiede troppo tempo:

cd /Applications/Q.app/Contents/MacOS/
./qemu-img convert /path2virtualbox/img2convert.vdi  /path2vmware/converted_img.vmdk

Il gioco dell’8

Con Cosimo abbiamo terminato e consegnato le tesine riguardanti il gioco dell’8 e l’apprendimento con reti neurali per il corso di Intelligenza Artificiale del prof. Soda, le allego quindi per futura memoria:

Eliminare le righe di commento con Vim

Muovendo i miei primi passi nelle regular expressions ho cercato la regexp per eliminare le righe di commento da un file, ovviamente con Vim. Il risultato è questo:

:g/^\s*#.*/d

mi resta da capire perché questa seconda regexp non funziona:

:g/^[# ]+.*/d

Browsers Trip

Dedico una riflessione al mio eterno viaggio nella scelta del browser definitivo, sempre che sceglierne solo uno sia un vantaggio.
Non sarà una classifica perché non sarei in grado di farla, ma più un elenco di pregi e difetti dei tre browser in esame: Mozilla Firefox, Apple Safari e Google Chrome.

Ma veniamo ai fatti! Leggi »

DNS e Postfix: come non generare “spam”

Edit (29/01/2010): Aggiunte una correzione per far funzionare la firma DKIM su server di relay

Ho recentemente configurato alcuni server per l’invio di email. Parte del lavoro ha riguardato la corretta configurazione di Postfix e del server DNS per evitare che le email inviate venissero rilevate come spam.
In una diversa guida spiegherò come ottimizzare la configurazione di Postfix per grandi quantità di email (≥1.000.000/mese). Dato che già in molti me lo hanno chiesto: no, non si tratta di server per l’invio di spam, ma server per il mail marketing (quando il servizio sarà pubblico potrò tranquillamente rivelarne il nome).

La configurazione ha riguardato tre punti principali:

  • Impostazione del record A e del reverse address
  • Impostazione di SPF
  • Configurazione di DKIM e DomainKeys

Leggi »