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	<title>TommyBlue.it</title>
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	<description>Bombardare per la pace è un po' come trombare per la verginità...</description>
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		<title>Accedere a Redmine con le credenziali di Zimbra</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/09/01/accedere-a-redmine-con-le-credenziali-di-zimbra/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 10:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-To]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Software Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Redmine]]></category>
		<category><![CDATA[RubyOnRails]]></category>
		<category><![CDATA[zimbra]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente ho abbandonato Trac per passare al più evoluto Redmine, un software per la gestione dei progetti scritto con Ruby On Rails. Tra le possibilità offerte c&#8217;è anche quella di integrare l&#8217;accesso all&#8217;applicazione con un albero LDAP esistente. Nel mio caso mi è stato utile integrarlo con l&#8217;LDAP di Zimbra. I passaggi sono piuttosto facili: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente ho abbandonato Trac per passare al più evoluto <a href="http://www.redmine.org/" target="_blank">Redmine</a>, un software per la gestione dei progetti scritto con Ruby On Rails. Tra le possibilità offerte c&#8217;è anche quella di integrare l&#8217;accesso all&#8217;applicazione con un albero LDAP esistente. Nel mio caso mi è stato utile integrarlo con l&#8217;LDAP di Zimbra.</p>
<p>I passaggi sono piuttosto facili:<br />
intanto bisogna collegarsi all&#8217;amministrazione di Zimbra e creare un utente nel dominio principale (nel mio caso <em>redmine</em>). Personalmente ho disattivato tutte le opzioni (posta, rubrica, documenti, ecc.) per questo utente, tanto serve solamente per il binding a LDAP.<br />
Una volta creato possiamo provare che questo utente possa fare ricerche nell&#8217;albero:</p>
<pre>ldapsearch -b ou=people,dc=tommyblue,dc=it -h zimbra.tommyblue.it -p 389 -D uid=redmine,ou=people,dc=tommyblue,dc=it -w s3cr3t uid</pre>
<p>Se la ricerca funziona avete finito con Zimbra e potete passare a Redmine. Qui bisogna andare in Autenticazione LDAP e inserire i dati in questo modo:</p>
<ul>
<li><strong>Nome:</strong> Zimbra (è solo descrittivo)</li>
<li><strong>Host</strong>: zimbra.tommyblue.it (l&#8217;host con Zimbra)</li>
<li><strong>Porta</strong>: 389</li>
<li><strong>Utente</strong>: uid=redmine,ou=people,dc=tommyblue,dc=it</li>
<li><strong>Password</strong>: s3cr3t</li>
<li><strong>DN Base</strong>: ou=people,dc=tommyblue,dc=it</li>
<li><strong>Creazione utente &#8220;al volo&#8221;</strong>: no</li>
<li><strong>Utente</strong>: uid</li>
<li><strong>Nome</strong>: givenName</li>
<li><strong>Cognome</strong>: sn</li>
<li><strong>Email</strong>: mail</li>
</ul>
<p>Ecco uno screenshot per rendere il tutto più chiaro:</p>
<p><a href="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/09/Redmine-Zimbra.png" rel="lightbox[977]"><img class="alignnone size-medium wp-image-979" title="Redmine-Zimbra" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/09/Redmine-Zimbra-237x300.png" alt="" width="237" height="300" /></a></p>
<p>Per finire dovete creare un utente in Redmine selezionando come Modalità di Autenticazione quella appena creata e non quella interna.</p>
<p>Ovviamente è possibile replicare il procedimento per qualunque albero LDAP abbiate a disposizione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fotografia Macro &#8220;Low-cost&#8221;</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/06/14/fotografia-macro-low-cost/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 23:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Macro]]></category>
		<category><![CDATA[Nikon]]></category>
		<category><![CDATA[Reflex]]></category>

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		<description><![CDATA[Da circa 6 mesi ho realizzato il desiderio di acquistare una reflex digitale, una Nikon D3000 e, da buon neofita della fotografia, sto provando un po&#8217; di tutto. Ultimamente ho esplorato il mondo delle fotografie macro entrandoci non dalla porta principale ma da quella di servizio. Ovvero ho evitato di spendere una cifra esorbitante per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da circa 6 mesi ho realizzato il desiderio di acquistare una reflex digitale, una <a href="http://www.europe-nikon.com/it_IT/products/product_details.page?ParamValue=Digital%20Cameras&amp;Subnav1Param=SLR&amp;Subnav2Param=Consumer&amp;Subnav3Param=0&amp;RunQuery=l3&amp;ID=1821" target="_blank">Nikon D3000</a> e, da buon neofita della fotografia, sto provando un po&#8217; di tutto.<br />
Ultimamente ho esplorato il mondo delle fotografie macro entrandoci non dalla porta principale ma da quella di servizio. Ovvero ho evitato di spendere una cifra esorbitante per un obiettivo macro (tipo <a href="http://www.europe-nikon.com/it_IT/products/product_details.page?ParamValue=NIKKOR%20Lenses&amp;Subnav1Param=Auto%20Focus%20Lenses&amp;Subnav2Param=0&amp;Subnav3Param=0&amp;RunQuery=l2&amp;ID=870" target="_blank">questo</a>) e mi sono &#8220;accontentato&#8221; di provare con gli obiettivi invertiti (dopo aver letto <a href="http://robertodacci.wordpress.com/2007/09/21/test-del-zoom-nikkor-af-s-vr-dx-55-200mm-f4-56g-if-ed/" target="_blank">questo</a> articolo).</p>
<p>Questa tecnica implica il montaggio di un obiettivo al contrario e si può fare in due modi: montando un obiettivo al contrario direttamente sul corpo macchina oppure montando normalmente un obiettivo e poi mondandoci sopra un altro obiettivo al contrario.<br />
Per realizzare queste tecniche si possono usare anelli appositi o accrocchi più o meno artigianali; io ho acquistato un anello ad inversione per l&#8217;obiettivo singolo (10€) e ho attaccato 2 anelli <a href="http://www.tuttofoto.com/Catalogo.abl?cmd=md&amp;act=itemDetailCart&amp;id_articolo=1481312" target="_blank">Cokin serie P</a> per ottenere una doppia filettatura maschio e aggangiare due obiettivi tra loro.</p>
<p>In entrambi i casi bisogna (ad esempio con un pezzetto di carta) tenere aperto il diaframma dell&#8217;obiettivo rovesciato altrimenti non entra luce a sufficienza per scatti &#8220;rapidi&#8221; (necessari se si fotografa qualcosa che non sta assolutamente fermo). Il contro è che l&#8217;area di messa a fuoco è veramente stretta, specialmente con i due obiettivi accoppiati (credetemi, è <strong>VERAMENTE</strong> stretta!). Ho letto che vi sono alcune tecniche per limitare questo effetto, dovrò fare qualche prova&#8230;</p>
<p>Utilizzando un solo obiettivo si ottengono risultati piuttosto buoni e si può fotografare anche a mano, con i due obiettivi accoppiati bisogna quasi obbligatoriamente utilizzare il cavalletto, ma l&#8217;ingrandimento è veramente incredibile! Per la messa a fuoco, dopo un primo abbozzo, muovo la testa leggermente avanti e indietro e mi aiuto con gli scatti multipli.</p>
<p>Per concludere ecco una serie di foto fatte ad una colonia di formiche, la prima è fatta con un 200mm per rendere meglio l&#8217;idea di quanto sia potente questa tecnica (basta fare un contronto con l&#8217;ultima foto). Per altre foto potete dare uno sguardo al <a href="http://www.flickr.com/photos/tommasovisconti/sets/72157624218519888/">set su Flickr</a>.</p>

<a href='http://www.tommyblue.it/2010/06/14/fotografia-macro-low-cost/anello-inversione/' title='Anello di inversione'><img width="150" height="150" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/06/Anello-inversione-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Anello di inversione" title="Anello di inversione" /></a>
<a href='http://www.tommyblue.it/2010/06/14/fotografia-macro-low-cost/cokin-serie-p/' title='Cokin serie P'><img width="150" height="150" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/06/Cokin-serie-P-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Cokin serie P" title="Cokin serie P" /></a>
<a href='http://www.tommyblue.it/2010/06/14/fotografia-macro-low-cost/100_0015/' title='I due obiettivi montati sulla macchina'><img width="150" height="150" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/06/100_0015-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="I due obiettivi montati sulla macchina" title="I due obiettivi montati sulla macchina" /></a>
<a href='http://www.tommyblue.it/2010/06/14/fotografia-macro-low-cost/55-200/' title='55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX NIKKOR'><img width="150" height="150" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/06/55-200-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX NIKKOR" title="55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX NIKKOR" /></a>
<a href='http://www.tommyblue.it/2010/06/14/fotografia-macro-low-cost/dsc_0085/' title='AF-S DX NIKKOR 35mm f/1.8G rovesciato'><img width="150" height="150" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0085-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="AF-S DX NIKKOR 35mm f/1.8G rovesciato" title="AF-S DX NIKKOR 35mm f/1.8G rovesciato" /></a>
<a href='http://www.tommyblue.it/2010/06/14/fotografia-macro-low-cost/dsc_0113/' title='18-55mm f/3.5-5.6G AF-S VR DX NIKKOR rovesciato'><img width="150" height="150" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0113-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="18-55mm f/3.5-5.6G AF-S VR DX NIKKOR rovesciato" title="18-55mm f/3.5-5.6G AF-S VR DX NIKKOR rovesciato" /></a>
<a href='http://www.tommyblue.it/2010/06/14/fotografia-macro-low-cost/dsc_0071/' title='55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX NIKKOR + AF-S DX NIKKOR 35mm f/1.8G rovesciato'><img width="150" height="150" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0071-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX NIKKOR + AF-S DX NIKKOR 35mm f/1.8G rovesciato" title="55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX NIKKOR + AF-S DX NIKKOR 35mm f/1.8G rovesciato" /></a>

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		<title>Endian Firewall su ALIX</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/05/25/endian-firewall-su-alix/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 22:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[ALIX]]></category>
		<category><![CDATA[Endian Firewall]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spippolo di ieri ha dato i suoi frutti e sono riuscito a installare correttamente Endian Firewall sul mio embedded ALIX 6e1 (qui di fianco, se ci cliccate, ne vedrete uno screenshot). Di base non ci sarebbe niente di strano dato che le ALIX sono x86-compatible, però non fanno boot da usb (e se anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/EFW.jpg" rel="lightbox[936]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-939" title="Endian Firewall" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/EFW-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo spippolo di <a href="http://www.tommyblue.it/2010/05/24/stasera-si-spippola/">ieri</a> ha dato i suoi frutti e sono riuscito a installare correttamente E<a href="http://www.endian.com/en/community/" target="_blank">ndian Firewall</a> sul mio embedded <a href="http://pcengines.ch/alix6e1.htm" target="_blank">ALIX 6e1</a> (qui di fianco, se ci cliccate, ne vedrete uno screenshot).</p>
<p>Di base non ci sarebbe niente di strano dato che le ALIX sono <em>x86-compatible</em>, però non fanno boot da usb (e se anche lo facessero, non sono riuscito a rendere bootabile Endian su una penna usb&#8230;).</p>
<p>C&#8217;è quindi da fare un arzigogolo un po&#8217; particolare: è necessario un pc a cui staccare gli hard disk e a cui attaccare la Compact Flash con il suo lettorino USB. A questo punto se si avvia da cdrom la iso di Endian, il s.o. trova solo la compact flash e la prende per il suo hard disk (<em>sda</em>), installandocisi.<br />
Al termine basta, prima del primo riavvio, staccare la compact flash e attaccarla alla mobo ALIX. Sarà possibile proseguire la configurazione via web all&#8217;indirizzo ip indicato in fase di installazione.<br />
<strong>NB: Se volete accedere al s.o. via seriale, ditelo all&#8217;installer durante uno dei passaggi dell&#8217;installazione.</strong></p>
<p>Piuttosto facile, vero?<br />
E infatti lo spippolo di ieri è durato troppo poco e al termine mi sono preso il tempo di provare qualche player di video HTML 5 utilizzando, per l&#8217;occasione, un video di pochi secondi realizzato al nuovo firewall mentre faceva il suo duro lavoro.</p>
<p>Se il vostro browser lo supporta, buona visione!</p>
<!-- degradable html5 audio and video plugin --><div class="video_wrap html5video"><div style="display:none;"><object width="480" height="320" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.tommyblue.it/wp-content/plugins/degradable-html5-audio-and-video/incl/videoplayer.swf?file=http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/Alix.m4v" id="f-html5video-0"><param name="movie" value="http://www.tommyblue.it/wp-content/plugins/degradable-html5-audio-and-video/incl/videoplayer.swf?file=http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/Alix.m4v" /></object></div><video width="480" height="320" controls autobuffer id="html5video-0" class="html5video"><source src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/Alix.m4v" type="video/mp4" /><object width="480" height="320" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.tommyblue.it/wp-content/plugins/degradable-html5-audio-and-video/incl/videoplayer.swf?file=http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/Alix.m4v" id="f-html5video-0"><param name="movie" value="http://www.tommyblue.it/wp-content/plugins/degradable-html5-audio-and-video/incl/videoplayer.swf?file=http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/Alix.m4v" /><p>Could not use HTML&nbsp;5 or <em>Flash</em> for playback. You can download the file as <a href="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/Alix.m4v">MPEG4/H.264</a> or <a href="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/Alix">Ogg Theora</a> file.</p></object></video></div><script type="text/javascript">if (jQuery.browser.mozilla) {tempvid=document.getElementsByTagName("video")[0]; jQuery(tempvid).remove(); jQuery("div.video_wrap div").show()} else jQuery("div.video_wrap div object").remove();</script>
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		<title>Stasera: si spippola!</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/05/24/stasera-si-spippola/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 21:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con traslochi e contro-traslochi più o meno finiti posso finalmente dedicare una serata allo spippolo in libertà. Obiettivo della serata: installare Endian Firewall Community Ed. su una macchina ALIX (quella usata per l&#8217;installazione di Nagios). Nella foto qui sopra potete notare il caos ordinato sulla mia scrivania all&#8217;inizio della serata, chissà alla fine&#8230; :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con traslochi e contro-traslochi più o meno finiti posso finalmente dedicare una serata allo <strong>spippolo in libertà</strong>. Obiettivo della serata: installare <a href="http://www.endian.com/en/community/" target="_blank">Endian Firewall Community Ed.</a> su una macchina ALIX (quella usata per <a href="http://www.tommyblue.it/2010/02/12/costruirsi-un-sistema-di-monitoraggio-casalingo-con-nagios-parte-1/">l&#8217;installazione di Nagios</a>).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-932" title="Spippolo libero!" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/spippolo.jpg" alt="" width="400" height="268" /></p>
<p>Nella foto qui sopra potete notare il <em>caos ordinato</em> sulla mia scrivania all&#8217;inizio della serata, chissà alla fine&#8230; :-)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Liberiamoci di IE (almeno la v.6)</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/05/11/liberiamoci-di-ie-almeno-la-v-6/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 15:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Sito]]></category>
		<category><![CDATA[browser]]></category>
		<category><![CDATA[Chrome]]></category>
		<category><![CDATA[firefox]]></category>
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		<category><![CDATA[jQuery]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho sempre avuto un po&#8217; il dente avvelenato con Internet Explorer che troppe volte mi ha fatto inutilmente perdere ore e ore a causa del suo non saper fare il browser. Eppure ho sempre evitato di bloccare l&#8217;accesso al sito a chi (stolto!) utilizza ancora l&#8217;oggetto del male (ben il 21,3% dei visitatori&#8230;). Oggi però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.freethefoxes.com"><img class="alignleft size-full wp-image-926" title="Free the Foxes" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/05/Free-the-foxies.png" alt="" width="325" height="117" /></a>Ho sempre avuto un po&#8217; il dente avvelenato con Internet Explorer che troppe volte mi ha fatto inutilmente perdere ore e ore a causa del suo non saper fare il browser.</p>
<p>Eppure ho sempre evitato di bloccare l&#8217;accesso al sito a chi (stolto!) utilizza ancora <em>l&#8217;oggetto del male</em> (ben il 21,3% dei visitatori&#8230;).</p>
<p>Oggi però ho scoperto <a href="http://www.freethefoxes.com" target="_blank">Free the Foxes</a>, un JS molto carino e personalizzabile che invita i possessori di browser <em>non compatibili</em> a scaricarne uno migliore.<br />
Da questo momento, quindi, chi visita questo sito utilizzando IE 6 e 7 (rispettivamente il 5,8% e il 3,4%) riceverà un avvertimento.</p>
<p>E il vostro browser? Controllate cliccando <a href="Javascript:ftf.check()">qui!</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Utilizzare più versioni di Ruby con RVM</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/05/07/utilizzare-piu-versioni-di-ruby-con-rvm/</link>
		<comments>http://www.tommyblue.it/2010/05/07/utilizzare-piu-versioni-di-ruby-con-rvm/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 14:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-To]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[rails]]></category>
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		<category><![CDATA[Ruby On Rails]]></category>
		<category><![CDATA[RubyOnRails]]></category>
		<category><![CDATA[RVM]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Ruby Version Manager è possibile avere più versioni (o addirittura patchlevel) di Ruby installate ed effettuare velocemente lo switch tra una e l&#8217;altra. Supponendo che abbiate già installato Rubygems, installare RVM è praticamente immediato: ~# gem install rvm ~# rvm-install A questo punto si può installare una qualsiasi versione di Ruby con: ~# rvm [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Ruby Version Manager è possibile avere più versioni (o addirittura <em>patchlevel</em>) di Ruby installate ed effettuare velocemente lo switch tra una e l&#8217;altra.</p>
<p>Supponendo che abbiate già installato Rubygems, installare RVM è praticamente immediato:</p>
<pre>~# gem install rvm
~# rvm-install</pre>
<p>A questo punto si può installare una qualsiasi versione di Ruby con:</p>
<pre>~# rvm install 1.9.2-head</pre>
<p>e switchare tra le versioni con:</p>
<pre>~# rvm use 1.9.2-head
~# ruby -v
ruby 1.9.2dev (2010-05-07 trunk 27656) [x86_64-darwin10.3.0]
~# rvm use default
~# ruby -v
ruby 1.8.7 (2009-06-08 patchlevel 173) [universal-darwin10.0]</pre>
<p>Attenzione che ogni nuova installazione ha le sue gemme, quindi sarà necessario installare quelle richieste, nel mio caso, volendo utilizzare Ruby 1.9.2 per provare Rails 3:</p>
<pre>~# rvm use 1.9.2-head
~# gem install tzinfo builder memcache-client rack rack-test rack-mount erubis mail text-format thor bundler i18n
~# gem install rails --pre</pre>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>25 Aprile</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/04/25/25-aprile/</link>
		<comments>http://www.tommyblue.it/2010/04/25/25-aprile/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 10:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[25 Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Partigiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Dimenticare significa perdere l’eredità di una lotta che è ancora inconclusa. Non dimenticare obbliga a comprendere, a smascherare, a continuare quella lotta. Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi Partigiano Ennio Sardelli “Fuoco”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Dimenticare significa perdere l’eredità di una lotta che è ancora<br />
inconclusa. Non dimenticare obbliga a comprendere, a smascherare, a<br />
continuare quella lotta. Per combattere questo nuovo fascismo non ci<br />
saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo<br />
toccherà a voi </em></p>
<p style="text-align: center;">Partigiano Ennio Sardelli “Fuoco”</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UGiFA_EsQu4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/UGiFA_EsQu4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il senso della settimana</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/03/19/il-senso-della-settimana/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bivacco]]></category>
		<category><![CDATA[Ferie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai da un po&#8217; di tempo ho quasi completamente perso il senso della settimana. Intendo che i miei tempi non funzionano in base alla sequenza lun-ven=lavoro e sab-dom=riposo, ma più in base ad una sequenza semicasuale. Spesso infatti lavoro (o studio) il sabato e la domenica e ho dei giorni liberi durante la settimana. Ieri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-911" title="Siesta!" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/03/siesta.jpg" alt="" width="350" height="317" />Ormai da un po&#8217; di tempo ho quasi completamente perso il <em>senso della settimana</em>.</p>
<p>Intendo che i miei tempi non funzionano in base alla sequenza <em>lun-ven=lavoro</em> e <em>sab-dom=riposo</em>, ma più in base ad una sequenza semicasuale.</p>
<p>Spesso infatti lavoro (o studio) il sabato e la domenica e ho dei giorni liberi durante la settimana. Ieri, ad esempio, ho passato un ottimo pomeriggio passeggiando per Monte Morello (era giovedì) e probabilmente passerò la domenica davanti alla <em>shell.</em></p>
<p>Non fosse che è un casino far coincidere i propri impegni con quelli del resto del mondo, questa <em>traslazione</em> risulta molto interessante per i giorni liberi: quasi sempre il luogo in cui si va a bivaccare è praticamente vuoto e soprattutto si può scegliere il giorno di <em>ferie</em> in maniera più libera (evitando, ad esempio, la famosissima coppia <em>unica domenica libera del mese &lt;=&gt; peggiore tempesta tropicale del secolo</em>).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Abilitare l&#8217;accesso SSH su ESXi 4</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/02/19/abilitare-laccesso-ssh-su-esxi-4/</link>
		<comments>http://www.tommyblue.it/2010/02/19/abilitare-laccesso-ssh-su-esxi-4/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 11:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-To]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[ESX]]></category>
		<category><![CDATA[ESXi]]></category>
		<category><![CDATA[SSH]]></category>
		<category><![CDATA[vmware]]></category>

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		<description><![CDATA[Breve how-to per abilitare l'accesso SSH su VMWare ESXi 4]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di default <a title="VMWare ESXi" href="http://www.vmware.com/products/esxi/" target="_blank">VMWare ESXi</a> non permette l&#8217;accesso SSH ma solo con la console vSphere. È però molto comodo accedervi in SSH, ad esempio per fare una copia delle macchine virtuali o automatizzare altre operazioni.</p>
<p>Su ESXi versione 4, per abilitare il server SSH basta effettuare questi passaggi:</p>
<ol>
<li>Premere Alt+F1</li>
<li>Digitare <em>unsupported</em> (non vedrete nulla a schermo)</li>
<li>Verrà chiesta la password di root</li>
<li>Una volta entrati editare il file <em>/etc/inetd.conf</em> (usando <em>vi</em> o un altro editor)</li>
<li>Decommentare le riche riguardanti SSH (ovvero togliere il cancelletto <em>#</em>). Ci sono due righe riguardanti SSH, una per TCPv4 e una per TCPv6</li>
<li>Lanciare <em>services.sh restart</em></li>
</ol>
<p>Se dopo questi passaggi ancora non è possibile accedere bisogne identificare il PID di inetd (con <em>ps aux | grep inetd</em>) e poi riavviarlo con <em>kill -HUP &lt;pid&gt;</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Costruirsi un sistema di monitoraggio &#8220;casalingo&#8221; con Nagios – parte 2</title>
		<link>http://www.tommyblue.it/2010/02/17/costruirsi-un-sistema-di-monitoraggio-casalingo-con-nagios-parte-2/</link>
		<comments>http://www.tommyblue.it/2010/02/17/costruirsi-un-sistema-di-monitoraggio-casalingo-con-nagios-parte-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 14:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TommyBlue</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-To]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[ALIX]]></category>
		<category><![CDATA[apache]]></category>
		<category><![CDATA[debian]]></category>
		<category><![CDATA[Debian Voyage]]></category>
		<category><![CDATA[Embedded]]></category>
		<category><![CDATA[Lighttpd]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoring]]></category>
		<category><![CDATA[Nagios]]></category>
		<category><![CDATA[Nginx]]></category>
		<category><![CDATA[NRPE]]></category>
		<category><![CDATA[php]]></category>
		<category><![CDATA[postfix]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tommyblue.it/?p=853</guid>
		<description><![CDATA[Costruzione di un sistema di monitoraggio a basso costo con una scheda embedded x86, Debian Voyage e Nagios]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tommyblue.it/2010/02/12/costruirsi-un-sistema-di-monitoraggio-casalingo-con-nagios-parte-1/"><strong>Leggi la prima parte della guida</strong></a></p>
<p>In questa seconda parte della guida illustrerò alcune <strong>configurazioni di base</strong> per i check di <a title="Nagios" href="http://www.nagios.org/" target="_blank">Nagios</a> e l&#8217;uso dell&#8217;addon <strong>NRPE</strong> per check locali su sistemi remoti.</p>
<h3>La struttura</h3>
<p>In questa guida prenderò in considerazione la struttura qui si seguito che permette di illustrare vari tipi di configurazione:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-860" title="Schema Nagios" src="http://www.tommyblue.it/wp-content/uploads/2010/02/schema-nagios.jpg" alt="" width="450" height="454" /></p>
<p>Una panoramica sugli host e i servizi:</p>
<ul>
<li>Host A, server Linux con:
<ul>
<li>Server HTTP Apache</li>
<li>VMWare Server con una macchina virtuale E con un server Zimbra</li>
</ul>
</li>
<li>Host B, server Linux con:
<ul>
<li>Server HTTP Apache</li>
<li>Server MySQL</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Quindi E dipende da C che a sua volta dipende da A. Invece D dipende da B.<br />
Entrambi i server Apache rispondono sulle porte 80 e 443, l&#8217;interfaccia di amministrazione di VMWare Server risponde sulla porta 8333 (con SSL).<br />
La macchina virtuale Zimbra fornisce i servizi SMTP, POP3 e le interfaccie di webmail e amministrazione (porta 7071).<br />
Infine nella macchina B il server MySQL risponde solo sull&#8217;interfaccia locale, non è quindi possibile accedervi dall&#8217;esterno.</p>
<p><span id="more-853"></span>Negli esempi successivi gli elementi <strong>A</strong>, <strong>C</strong> ed <strong>E</strong> saranno del cliente <em>Company A</em> (dominio <em>company-a.com</em>) e <strong>B</strong> e <strong>D</strong> saranno del cliente <em>Company B</em> con dominio <em>company-b.com</em>.<br />
I nomi host saranno i seguenti:</p>
<ul>
<li><em>A =&gt; web.company-a.com<br />
</em></li>
<li><em>C (macchina virtuale) =&gt; mail.company-a.com<br />
</em></li>
<li><em>B =&gt; web.company-b.com</em></li>
</ul>
<p>Per un maggior dettaglio nella spiegazione delle singole configurazioni tenete sempre sott&#8217;occhio la guida ufficiale alla pagina <a href="http://nagios.sourceforge.net/docs/3_0/objectdefinitions.html" target="_blank"><strong>Object Definitions</strong></a>.</p>
<h3>Organizzazione dei file</h3>
<p>Una volta installato Nagios seguendo la <a href="http://www.tommyblue.it/2010/02/12/costruirsi-un-sistema-di-monitoraggio-casalingo-con-nagios-parte-1/">prima parte della guida</a>, troverete tutte le configurazioni in <em>/usr/local/nagios/etc</em>. Il file che <em>comanda</em> è <em>nagios.cfg</em> il quale poi richiama tutti gli altri. È quindi possibile, e consigliabile, creare una gerarchia di file che possa poi più facilmente permettere di gestire tutte le configurazioni (senza <em>perdersi</em> per strada i vari pezzi).<br />
Nel file <em>nagios.cfg</em> ci sono due direttive inerenti questo aspetto e sono <em>cfg_file</em> e <em>cfg_dir</em>. La prima indica direttamente un file da cui leggere ulteriori configurazioni, la seconda indica intere directory da cui saranno inclusi tutti i file che terminano con <em>.cfg</em>. Io consiglio di intervenire usando questa seconda direttiva, le cartelle che ho creato sono:</p>
<pre>cfg_dir=/usr/local/nagios/etc/personalized_objects
cfg_dir=/usr/local/nagios/etc/servers
cfg_dir=/usr/local/nagios/etc/groups</pre>
<p>Oltre alle due cartelle con le configurazioni dei server e dei gruppi, ho aggiunto una cartella in cui inserirò i <em>template</em> personalizzati, ad esempio con <em>timeperiods</em> o <em>contact groups</em> diversi da quelli standard.</p>
<h3>Gruppi di host e servizi</h3>
<p>È possibile definire dei gruppi di host (ad esempio a seconda dell&#8217;azienda di appartenenza o del tipo di hardware) e dei gruppi di servizi (server di posta, server web, ecc.). Personalmente inserisco queste configurazioni nella cartella <em>groups</em>.</p>
<p>Esempi di configurazione sono i seguenti:</p>
<pre>define hostgroup{
    hostgroup_name     companyA-servers
    alias              Company A Servers
    members            mail.company-a.com,web.company-a.com
}
define hostgroup{
    hostgroup_name     companyB-servers
    alias              Company B Servers
    members            web.company-b.com
}
define servicegroup{
    servicegroup_name  web-servers
    alias              Web Servers
    members            web.company-a.com,HTTP,web.company-b.com,HTTP
}
</pre>
<p>In entrambi i casi gli host indicati in <em>members</em> devono ricalcare il nome con cui quegli host sono definiti (attributo <em>host_name</em>). Nel caso dei servizi, oltre al nome dell&#8217;host, deve essere indicato il nome del servizio (anche in questo caso deve essere uguale a quello inserito in <em>service_description</em>).</p>
<h3>Definizione degli host</h3>
<p>Iniziamo con la configurazione dei server. I file <em>web.company-a.com.cfg</em>, <em>web.company-b.com.cfg</em> e <em>mail.company-a.com.cfg</em> verranno creati nella cartella <em>servers</em>. Non c&#8217;è molto da spiegare, inserisco dei commenti direttamente nelle configurazioni:</p>
<p><em><strong>web.company-a.com.cfg</strong></em></p>
<pre>define host {
    use             linux-server   ;   Template da cui ereditare
    host_name       web.company-a.com   ;   L'host name è ciò che viene usato per identificare l'host negli altri file
    alias           CompanyA Web Server
    address         1.2.3.4
    hostgroups      comapanyA-servers   ;   Come in hostgroup, tale configurazione può essere alternativa o in aggiunta
}</pre>
<p><em><strong>web.company-b.com.cfg</strong></em></p>
<pre>define host {
    use             linux-server
    host_name       web.company-b.com
    alias           CompanyB Web Server
    address         1.2.3.5
    hostgroups      comapanyB-servers
}</pre>
<p><em><strong>mail.company-a.com.cfg</strong></em></p>
<pre>define host {
    use             linux-server
    host_name       mail.company-a.com
    alias           CompanyA Web Server
    address         1.2.3.6
    hostgroups      comapanyA-servers
    parents         web.company-a.com   ;   L'host da cui questo host dipende
}</pre>
<h3>Definizione dei servizi</h3>
<p>La definizione dei servizi è direttamente collegata ai plugin, ovvero usano questi ultimi per effettuare i check. In verità il valore dell&#8217;attributo <em>check_command</em>, anche se in genere ricalca il nome del plugin (i plugin sono nella cartella <em>libexec</em>), non lo indica direttamente ma ha una corrispondenza nel valore dell&#8217;attributo <em>command_name</em> nella definizione di un comando (file <em>etc/objects/commands.cfg</em>).</p>
<p><em><strong>mail.company-a.com.cfg</strong></em></p>
<pre>define service {
 use                     generic-service
 host_name               mail.company-a.com
 service_description     SMTP
 check_command           check_smtp!-t 5
}
define service {
 use                     generic-service
 host_name               mail.company-a.com
 service_description     IMAP
 check_command           check_imap!-t 5
}
define service {
 use                     generic-service
 host_name               mail.company-a.com
 service_description     POP3
 check_command           check_pop!-t 5
}</pre>
<p>Nella direttiva <em>check_command</em> viene indicato il tipo di comando da eseguire. Dopo il punto esclamativo vengono indicati gli argomenti. Se date uno sguardo a <em>etc/objects/commands.cfg</em> vedrete che gli argomenti vengono passati al plugin con <em>$ARG1$, $ARG2$, ecc</em>. In alcuni è presente soltanto un argomento, quindi nella definizione del servizio, dopo il punto esclamativo, devono essere indicati tutti gli argomenti (tipo <em>./check_dummy -t pippo -x pluto</em>) mentre in altri comandi sono presenti più argomenti, spesso associati ad una specifica opzione (tipo <em>./check_dummy -t </em><em>$ARG1$</em><em> -x </em><em>$ARG2$</em>). Nella definizione del servizio, più argomenti possono essere indicati con più punti esclamativi (tipo <em>check_dummy!pippo!pluto</em>). Per avere più informazioni su un plugin lanciatelo con <em>libexec/check_dummy &#8211;help</em>.</p>
<p>Un esempio di check un po&#8217; più complesso può essere, ad esempio, quello necessario per controllare se l&#8217;interfaccia di amministrazione di Zimbra sta girando correttamente (HTTPS sulla porta 7071):</p>
<p><em><strong>mail.company-a.com.cfg</strong></em></p>
<pre>define service{
 use                             generic-service
 host_name                       mail.comapany-a.com
 service_description             ZimbraAdmin
 check_command                   check_http!"-H mail.company-a.com -p 7071 -w 5 -c 15 --ssl"
}</pre>
<p>Com&#8217;è facile intuire, con <em>check_http</em> è possibile quindi monitorare ogni singolo sito presente su un server web.</p>
<p>Ecco gli altri file necessari per la nostra configurazione:</p>
<p><em><strong>web.company-a.com.cfg</strong></em></p>
<pre>define service{
 use                             generic-service
 host_name                       web.company-a.com
 service_description             HTTP
 check_command                   check_http   ;   Semplice check sulla porta 80
}
</pre>
<pre>define service{
 use                             generic-service
 host_name                       web.company-a.com
 service_description             VMWareAdmin
 check_command                   check_http!"-H web.company-a.com -p 8333 -w 5 -c 15 --ssl"
}</pre>
<p><em><strong>web.company-b.com.cfg</strong></em></p>
<pre>define service{
 use                             generic-service
 host_name                       web.company-b.com
 service_description             HTTP
 check_command                   check_http
}</pre>
<h3>NRPE</h3>
<p>L&#8217;ultima cosa che rimane da controllare è lo stato del server MySQL. Dato che il servizio risponde soltanto sull&#8217;interfaccia locale non è possibile controllarne direttamente lo stato dal server Nagios. L&#8217;addon<em> NRPE </em>fa proprio questo: installato sulla macchina da controllare, esegue dei check locali quando interrogato da Nagios.Il plugin da usare sul server è <em>check_nrpe</em> e l&#8217;argomento da passargli è il nome del check definito nel client, il quale a sua volta dovrà associare questo nome ad un check locale (quindi sul client dobbiamo installare i plugin).</p>
<p>Su entrambe le macchine va compilato  l&#8217;addon:</p>
<pre>tar xzf nrpe-2.12.tar.gz
cd nrpe-2.12/
./configure --enable-ssl
make all</pre>
<p>A questo punto l&#8217;installazione tra host e client differisce. Per l&#8217;installazione nel client dei plugin seguite la <a href="http://www.tommyblue.it/2010/02/12/costruirsi-un-sistema-di-monitoraggio-casalingo-con-nagios-parte-1/" target="_blank">prima parte della guida</a>.</p>
<p><strong>Host</strong></p>
<pre>make install-plugin</pre>
<p>e quindi bisogna creare il template del comando:</p>
<p><em><strong>commands.cfg</strong></em></p>
<pre>define command {
 command_name    check_nrpe
 command_line    $USER1$/check_nrpe -H $HOSTADDRESS$ -c $ARG1$
}</pre>
<p><strong>Client</strong></p>
<p>Se non è installato, installate <em>xinetd</em>:</p>
<pre>apt-get install xinetd</pre>
<p>Installate quindi il demone</p>
<pre>make install-daemon
make install-daemon-config
make install-xinetd</pre>
<p>Aggiungete NRPE al file <em>/etc/services</em>:</p>
<pre>nrpe 5666/tcp # NRPE
</pre>
<p>Aggiungete l&#8217;ip del server Nagios al file <em>/etc/xinetd.d/nrpe</em> (in questo caso un fittizio <em>4.3.2.1</em>):</p>
<pre>only_from = 127.0.0.1 4.3.2.1</pre>
<p>Infine riavviate il server xinetd e controllate che NRPE sia in ascolto:</p>
<pre>~# /etc/init.d/xinetd restart
~# netstat -at | grep nrpe
tcp        0      0 *:nrpe                  *:*                     LISTEN</pre>
<p>A questo punto si può testare il servizio in locale con:</p>
<pre>~# /usr/local/nagios/libexec/check_nrpe -H localhost
NRPE v2.12</pre>
<p><strong>Controllare MySQL</strong></p>
<p>Arriviamo al nostro obiettivo: controllare che il server MySQL stia correttamente girando. Creiamo un utente MySQL non privilegiato:</p>
<pre>mysql&gt; CREATE USER 'nagiosCheck'@'localhost' IDENTIFIED BY 'some_pass';</pre>
<p>Il check, lanciato da linea di comando, sarà il seguente:</p>
<pre>~# /usr/local/nagios/libexec/check_mysql -u nagiosCheck -p some_pass
Uptime: 1061012  Threads: 2  Questions: 192277  Slow queries: 0  Opens: 198  Flush tables: 1  Open tables: 64  Queries per second avg: 0.181</pre>
<p>Inseriamo quindi tale check in <em>/usr/local/nagios/etc/nrpe.cfg</em>:</p>
<pre>command[check_mysql]=/usr/local/nagios/libexec/check_mysql -u nagiosCheck -p some_pass</pre>
<p>Da notare che nel server Nagios il nome dell&#8217;argomento da passare a <em>check_nrpe </em>sarà <em>check_mysql</em> come definito tra le parentesi quadre.<br />
A questo punto dal server Nagios si può testare il check remoto:</p>
<pre>~# /usr/local/nagios/libexec/check_nrpe -H tomcat.mailalyzer.com -c check_mysql
Uptime: 1061534  Threads: 2  Questions: 192280  Slow queries: 0  Opens: 198  Flush tables: 1  Open tables: 64  Queries per second avg: 0.181</pre>
<p>Se è tutto ok non resta che inserirlo tra i servizi dell&#8217;host <strong>B</strong>:</p>
<p><em><strong>web.company-b.com.cfg</strong></em></p>
<pre>define service{
 use                             generic-service
 host_name                       web.company-b.com
 service_description             MySQL
 check_command                   check_nrpe!check_mysql
}
</pre>
<p>E questo conclude la configurazione della nostra rete di test. Nella prossima <em>puntata</em> spiegherò come configurare dei server <em>slave</em> per effettuare check passivi, necessari, ad esempio, in configurazioni di rete complesse in cui il server <em>master</em> non può direttamente raggiungere gli host da controllare (se l&#8217;host da controllare è all&#8217;interno di una LAN, per dirne una).</p>
<p><a href="http://www.tommyblue.it/2010/02/12/costruirsi-un-sistema-di-monitoraggio-casalingo-con-nagios-parte-1/"><strong>Leggi la prima parte della guida</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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