Sono stato a L'Aquila nei giorni in cui si sono svolti i funerali di stato. A causa della presenza delle autorità, a Coppito e dintorni vigeva il caos. Per riuscire a muoversi tra un campo e l'altro per portare i giochi ai bambini negli altri campi (noi eravamo in quello di Coppito) eravamo costretti a soste interminabili in attesa del passaggio di qualche auto blu. Andare al centro operativo, il DICOMAC, dentro la scuola della Guardia di Finanza, era impossibile. Non ci facevano neanche avvicinare.

Proprio per quel che ho visto in quei giorni tutta questa storia del G8 a L'Aquila (in cui G vuol dire Gruppo e non Grandi come continuano a ripetere i TG) mi è sembrata la disgrazia nella disgrazia per gli Aquilani. Magari, come dice qualcuno, l'Italia è riuscita ad ottenere le promesse di fondi da qualche stato. Ma davvero era necessario fare il G8 in mezzo alle tendopoli per chiedere un po' di aiuto internazionale? Forse un governo con un po' più di stima da parte dei paesi esteri poteva ottenere lo stesso risultato in altro modo.

Per farvi capire cosa può esser stato per gli sfollati questo G8 riporto una foto di alcune norme di comportamento da tenere durante il summit. A parte il ridicolo di quel che c'è scritto, provate ad immaginare cosa voglia dire per una persona che vive da mesi in tenda al caldo soffocante, oppure per un volontario che lavora dalla mattina alla sera per gestire al meglio le tendopoli.

Certa gente non si vergogna proprio di nulla...

decretoantibasetta

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