capanne-sommerse2 Giugno 2009
di Francesca Reggidori, dal Bangladesh

"Il 24 maggio 2009 il cielo di Chalna era coperto da nuvole; quasi un sollievo poiché la temperatura era arrivata a 43 gradi. Nel primo pomeriggio alcuni abitanti  del posto parlavano di ciclone forza 10 ma più per sentito dire che per comprensione. Verso le 17 un forte vento....sempre più  forte. Sembrava un temporale. Ma dopo qualche minuto e’ iniziata la paura: il fiume si stava alzando a vista d’occhio. Le strade e le capanne si stavano allagando . Tutto cominciava a galleggiare." racconta Rudy Bernabini il responsabile della Missione Papa Giovanni XXIII  a Chalna, in Bangladesh dove mi trovo da più di 5 mesi a svolgere il servizio civile. E' ormai passata una settimana da quando il ciclone Aila si è abbattuto sul Sud del Bangladesh e solo oggi ho visto coi miei occhi i suoi effetti sconvolgenti.
Come ogni giorno la barca della Missione è partita al mattino per portare soccorso nei villaggi e questa mattina sono salita anche io.

Dove prima c'erano villaggi ci sono tetti appoggiati qua e là su lingue di terra che emergono in distese sconfinate di acqua.
Ci sono persone, migliaia di persone che sono "fortunate" se hanno almeno quel tetto...persone che hanno perso tutto quello che avevano in alcuni casi anche qualche componente della famiglia...persone che da una settimana vivono su queste strisce di terra con la consapevolezza che questa situazione non potrà durare a lungo e allo stesso tempo che da soli non sono in grado di ricominciare.
Lo straripamento dei fiumi infatti ha causato la contaminazione di tutte le riserve di acqua potabile oltre ad avere distrutto raccolti e ucciso gli animali, spazzato via le capanne e sommerso il terreno sui cui si trovano.
A distanza di una settimana sugli argini ci sono più persone dei primi giorni a chiedere aiuto, arrivano anche dall'interno dove nessun soccorso è ancora arrivato.
E’ difficile trattenere l’emozione, ma non c’è tempo da perdere.
Occhi che ti guardano speranzosi di ricevere qualcosa, labbra screpolate per la disidratazione, si accalcano intorno alla barca, allungano le braccia sotto il sole cocente e litigano per non perdere l'occasione di un pasto che attendono da giorni.

Le voci si sovrappongono, diventano urla ma la solidarietà prende il sopravvento e si decide di portare tutte le provviste in un punto e di dividerle equamente in un secondo tempo.
C'è già chi ha cominciato a reagire, a darsi da fare per cercare di riempire le voragini che si sono create lungo gli argini del fiume e bonificare qualche pezzo di terra per iniziare una nuova vita ma il lavoro a queste temperature senza il necessario per la sopravvivenza diventa impossibile perché le forze vengono a mancare.
Ogni giorno da un settimana portiamo lungo il fiume acqua e viveri per circa 700 persone.
Abbiamo accolto nella scuola della missione circa 200 anziani, donne e bambini che sono arrivati subito dopo il ciclone chiedendo aiuto e stiamo offrendo loro un primo soccorso : cibo, medicine, vestiti e un posto in cui dormire.
“Quello che cerchiamo di fare e’ salvare coloro che fra qualche giorno rischiano di ammalarsi di tifo e diarrea  ma quando il livello dell’acqua si sarà abbassato dovremo pensare a ricostruire i villaggi che sono andati distrutti” continua Rudy. Sono qui con gli altri volontari e i missionari per essere vicina agli ultimi, per “dare voce a chi non ha voce” e non possiamo non chiederci perché in Italia nessuno sa niente.
Abbiamo bisogno del vostro aiuto per poter garantire a queste persone, vittime della forza della natura ma ancor prima, vittime della scala sociale mondiale  il diritto alla vita e la possibilità di ricostruirsene una.

I riferimenti ai quali inviare fondi sono:
Associazione Papa Giovanni XXIII - Condivisione tra i Popoli - Onlus

Versamento bancario:
Banca CARIM Rimini CIN Z C/C 000 117 057 554 ABI 06285 CAB 24201

Versamento postale:
C/C 12104477

Causale: Bangladesh – Ciclone

Per ulteriori informazioni www.apg23.org o contattare Stefano Amadei dell’Ufficio Condivisione Tra i Popoli  al numero 348 – 0597384

Grazie di cuore a tutti quelli che ci saranno vicini.

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