Tramviada Repubblica.it

La tramvia sarà una barriera insormontabile. In piazza Duomo il cordolo sarà alto 80 centimetri. E il suo passaggio impedirà anche la vista di Santa Maria del Fiore. Il costo della linea per Scandicci è ormai il doppio di quello annunciato. Quando lo scontro si accende la tramvia produce bufale. Il referendum è dietro l´angolo del Natale, in programma per il 17 febbraio. E con la campagna referendaria che si respira già alta nell´aria il rischio è quello della distorsione dei dati. Qualche volta dell´invenzione grottesca. Si litighi pure invece, senza però dimenticare di ciò attorno a cui ci si divide. Ecco un elenco delle otto bufale più ricorrenti.

Anzitutto, la lunghezza. Quella che spinge molti a definire la tramvia un vero e proprio treno: il convoglio Sirio dell´Ansaldo-Breda che correrà per le nostre strade sarà lungo 32 metri. In pratica, se si considera che un autobus Ataf misura 12 metri (18 è lo snodato), tre bus incolonnati risultano più lunghi. Al suo passaggio nel centro la tramvia oscurerà il Duomo? Le carte progettuali dicono che la tramvia sarà alta 3,30 metri (pantografo escluso): l´altezza di un bus. Quanto all´ingombro, la «faccia» della tramvia è dieci centimetri più stretta rispetto a quella di un autobus.

Ma l´aspetto forse più discusso è il cordolo, che qualcuno ha definito alto 80 centimetri e giudicato come una barriera architettonica che dividerà chi sta di qua e chi sta di là dai binari. Soprattutto nel centro storico. Il cordolo invece in centro non ci sarà: dalla stazione a San Marco sarà una grande zona pedonale senza soluzioni di continuità e nelle zone pedonali il cordolo non è previsto. E´ previsto invece dove la tramvia corre lungo strade attraversate anche dal traffico privato, cioè dove serve come separatore. Il Comune sta pensando oggi di posare un cordolo simile a quelli gialli che vengono usati per le busvie. Anziché rotondo, sarà però a sezione rettangolare, che risulta più sicuro per i motorini. Il materiale? A quanto pare, questo non è stato ancora deciso con certezza.

Quanto costerà la linea per Scandicci che il vicesindaco con delega alla mobilità Giuseppe Matulli assicura ogni giorno verrà completata per il dicembre del prossimo anno? Si parla senza mezzi termini di un raddoppio sostanziale dei costi. Il Comune esibisce dati diversi: dai 168 milioni, dicono Matulli e l´assessore all´urbanistica Gianni Biagi sventolando i dati, si è passati a 198. Trenta di più. Gli altri 28 stanziati sui capitoli tranvia riguardano la sistemazione di piazza Vittorio Veneto e i semafori.

A che velocità viaggerà la tramvia? Il limite è fissato in 50 chilometri orari. Ma solo nei tratti rettilinei si sfiorerà questa quota. Nell´area pedonale del centro la tranvia viaggerà a 10 chilometri all´ora, forse a 5 sulla curva tra via Martelli e piazza Duomo.

Il capitolo alberi, che più di ogni altro è stato teatro di scontri tra comitati e amministrazione. C´è chi sostiene che, con la tramvia, si abbatteranno migliaia di alberi. Il numero non è ancora oggi definito: l´amministrazione sta valutando soluzioni diverse strada su strada. Promette in cambio che alla fine il saldo sarà positivo: saranno più gli alberi piantati che quelli abbattuti.

Anche la scelta della tramvia entra di diritto nei dibattiti referendari e c´è chi sostiene che la decisione fu presa perchè il sottosuolo era già impegnato dal progetto dell´Alta velocità. Non è così: la scelta della tramvia è stata presa dal consiglio comunale nel lontano 1992 sulla base di pure motivazioni economiche. Il progetto dell´Alta velocità è arrivato solo anni più tardi.

Anche Palazzo Vecchio ha sentito ieri la necessità di precisare alcuni aspetti della discussione in atto. Il prezzo del biglietto, dicono Matulli e Biagi rispondendo al promotore del referendum Mario Razzanelli, costerà quanto il biglietto del bus: «Tutte le aziende di trasporto pubblico del mondo vivono sui finanziamenti pubblici», dice il vicesindaco Matulli. Quanto alle previsioni di passeggeri, il Comune conferma il proprio ottimismo: i 40 milioni di biglietti che l´amministrazione deve comunque garantire alla società di gestione della tramvia sono un obiettivo raggiungibile: «E non si dica che solo il 4 per cento degli automobilisti sceglierà la tramvia - sostiene il responsabile urbanistica - Gli studi Ataf dicono che in qualche zona si raggiungerà anche il 50 per cento».

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